PELLEAS ET MELISANDE di Claude Debussy

PELLEAS ET MELISANDE di Claude Debussy

PELLEAS ET MELISANDE di Claude Debussy

Teatro Comunale ( Bologna, 2000 )

Regia, Scene e Costumi di Pier’Alli.

Direttore: Wladimir Jurowski.

2°  Edizione rivisitata della produzione andata in scena per la prima volta all’Opera di Lille nel 1996 ed insignita del Premio “Victoires de la Musique”come miglior produzione dell’anno in Francia.

Foto: Maurizio Buscarino

Estratti da Critiche

……… On se demande un peu si la musique de Debussy et le poeme de Maeterlinck suffiraient à nourrir l’action durant les cinq actes. C’est aà cet instant que intervient le génie, le mot n’est pas trop fort, de Pier’Alli. Le metteur en scene italien s’occupe de tout: de ces beaux costumes presque monochromes, de léclairage d’une precision stupéfiante, de ces rideaux fluide set transparentes qui nimbent tout le drame, des morceauxde scéne qui, poussés par des élévateurs, montent, redescendent et finalment décupent bl’action en hauteur et profondeur. La mise en scène, d’une efficacité troublante nous interpelle: que serait cet opera sans l’action scandée par les trouvallies de Pier’Alli ? ……. Le directeur Claud Casadesus a réussi a rendre passionante la musique de cette opera. Pier’Alli la transforme en chef d’oeuvre …..

DEDIER SPECQ ( Le Soir, 17/03/1996 )

 

…. Il Pellèas ideale, ad opinione di chi scrive, si sta rappresentando al Teatro Regio di Torino, non tanto dal punto di vista musicale, ma di sicuro da quello figurativo e drammatico. Il regista Pier’Alli, realizzando anche scene e costumi, si assume l’intera responsabilità dell’allestimento: ciò esaltando l’unitarietà dell’opera …. La scena finale, quella della morte, è una della più commoventi liturgia che si siano viste: e comprendiamo che nel Pelléas vi sono più misteri di quanto non ne vedessimo prima dello spettacolo.

PAOLO ISOTTA ( Corriere della Sera, 19/3/97 )

 

….. Indimenticabile la respirazione emotiva dello spettacolo che non si stacca mai dalla musica. Pier’Alli immerge il racconto in un mondo mitologico primordiale …. proiettato in una prospettiva astrattamente liberty che riporta il cuore agli anni di Debussy …….. La riconoscibile glacialità scenica di Pier’Alli è una soluzione drammaturgica dovuta, in cui anche se tutto è rarefatto e severamente controllato nella fisicità, “non accadono mai eventi inutili” come dice il saggio Arkel.

ANGELO FOLETTO ( La Repubblica, 6/2/2000 )

This is a unique website which will require a more modern browser to work!

Please upgrade today!