OBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO di Giuseppe Verdi

OBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO di Giuseppe Verdi

OBERTO, CONTE DI SAN BONIFACIO di Giuseppe Verdi

Teatro Arcimboldi (per il Teatro alla Scala – Milano, 2001)

Regia, Scena e Costumi di Pier’Alli.

Direttore: Nicola Luisotti.

2° Edizione rivisitata della produzione andata in scena per la prima volta al Teatro Lauro Rossi di Macerata nel 1999.

Foto: Federico Buscarino

Estratti da Critiche

L’eccellente spettacolo ci fa trovare Pier’Alli in gran forma. Come scenografo taglia i materiali scenici a triangoli, dal pavimento mobile alle quinte, ai contrafforti che cadono dall’alto. Tutto angoli acuti, aggressivi, con pochi elementi dorati per distinguere gli interni. Come regista è altrettanto acuto, perfetta simmetria nella distribuzione dei gruppi e nella gestualità, la quale è inchiodata in esibizioni di pose esagerate e manierate, da teatro antico. Antico ma tecnologicamente avanzato ….

MICHELANGELO ZURLETTI ( La Repubblica, 18/7/1999 )

 

Questa vicenda di solitudini conflittuali viene narrata con grande abilità nell’allestimento di Pier’Alli. Il medioevo viene narrato solo attraverso degli stemmi dipinti su un fondale e poche nude guglie in controluce che definiscono gli spazi: per il resto i costumi sono ottocenteschi, e il coro si affaccia dai palchi di proscenio come per assistere alla rappresentazione; l’opera e la sua drammaturgia diventano così innanzitutto oggetto di studio. Non a caso i quattro protagonisti si muovono all’interno di una piattaforma rialzata e mobile, che diventa l’arena dello scontro tra le tipologie icastiche dei personaggi ….

ARRIGO QUATTROCCHI ( Il Manifesto, 17/7/1999 )

 

….. La realizzazione registica concepita da Pier’Alli è basata essenzialmente su una ripresa della gestualità che il melodramma ottocentesco ha elevato ad una sorta di paradigma della recitazione, una gestualità quasi rituale, che qui diventa richiamo al “rito” dell’opera, ad una messa in scena, più che di personaggi, di codici espressivi. Scelta che risulta per “Oberto” a tutti gli effetti calzante e che risolve con intelligenza un’obbiettiva difficoltà di prospettiva. Quindi: scene ed elementi scenici tendenzialmente geometrizzanti, costumi che spostano l’ambientazione all’Ottocento, luci che sottolineano le geometrie della scene, gestualità “antica” e “nobile” ….

EDWIN ROSASCO ( Il Secolo XIX , 17/10/2002 )

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