MOISE ET PHARAON di Gioacchino Rossini

MOISE ET PHARAON di Gioacchino Rossini

MOISE ET PHARAON di Gioacchino Rossini

Teatro dell’Opera ( Roma, 2010 )

Regia, Scene, Costumi e Video di Pier’Alli.

Direttore: Riccardo Muti.

Realizzazione video: Ideogamma

Foto: Corrado Falsini

Video – MOISE ET PHARAON di Gioacchino Rossini

ESTRATTI DA CRITICHE

………. Il Maestro Muti non manca mai di sottolineare che questo titolo rossiniano è una “sacra rappresentazione”. E cosi l’ha intesa Pier’Alli che ambienta la lineare trama biblica in un Egitto esteso ed allusivo, color della sabbia desertica, raccontato da proiezioni capaci di trasformarsi, di volta in volta, in altro. Le monumentali fortificazioni di Memphis diventano infatti all’occorrenza il Muro del Pianto, davanti al quale il popolo di Israele si raccoglie in preghiera. Oppure citando le architetture avveniristiche di certo Medio Oriente prolifero, si aprono per illustrare l’opulenza tecnologica degli emirati del Terzo Millennio ……. Ecco allora intorno a Pharaon e la sua corte, una schiera  si divinità egizie di immani proporzioni che sfila e si dissolve come una galleria di spettri nata in un incubo ……. Ecco,  in ultimo, dopo  il levarsi delle quinte d’acqua in cui si divide il Mar Rosso per lasciar passare Israele, la folla sommersa isoldati di Pharaon, stretti nelle loro armature, agitati e confusi degli ultimi aneliti di vita ……

RITA SALA ( Il Messaggero, 01/12/2010 )

 

…….. Si tratta di una delle messe in scena più belle e profonde alle quali abbia assistito in vita mia. il primo problema  da risolvere, pur su di un così grande palcoscenico. è la disposizione delle masse. Pier’Alli, che le masse veste in sottili tonalità di bianco, non teme di ampliarle tradizionalmente in blocco unico semicircolare e ciò anche nei momenti più drammatici come il tempestoso finale del terzo atto. La recitazione dei singoli è accuratissima, secondo quella che chiamerei una sublimazione della tradizione. Le scene sono preziosissimi lavori di oreficeria con riferimenti egizi alle colonne con fuochi interni, simboli e riproduzioni di animali sacri. Tutto questo è magistralmente fuso con le proiezioni, dove trascorrevano immagini divine, sostanze simmetriche e asimmetriche, scorci, colonne viste secondo geometrie non-euclidee …….

PAOLO ISOTTA ( Corriere della Sera, 04/12/2010 )

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