BEATRICE DI TENDA di Vincenzo Bellini

BEATRICE DI TENDA di Vincenzo Bellini

BEATRICE DI TENDA di Vincenzo Bellini

Teatro alla Scala ( Milano, 2004 )

Regia, Scene e Costumi di Pier’Alli.

Direttore: Flavio Scogna.

Nuova edizione della produzione andata in scena al Teatro alla Scala nel 1993.

Foto: Federico Buscarino

ESTRATTI DA CRITICHE

……. Pier’Alli ha operato con cura calligrafica disegnando una Beatrice asciutta, minimalista, fatta di giochi di prospettive e richiami speculari di oggetti e masse. A Pier’Alli basta un pannello azzurro damascato, in prospettiva, una grande scrivania e giochi di luce, per ambientare il primo incontro tra Orombello e Agnese …….. Efficaci i movimenti delle masse corali e dei ballerini: masse che una volta tanto vengono trattate a mo’ di personaggio a tutti gli effetti ….

PIERA ANNA FRANINI ( Il Giornale, 25/3/2004 )

 

…….. l’Altra grande qualità dello spettacolo risiede nelle splendide scene e nei costumi teatralissimi ed eleganti di Pier’Alli, anche regista dello spettacolo dominato dalla presenza del blu, sviluppato in affascinante monocromia. Fondali dipinti con soggetti quattrocenteschi, architetture essenziali giocate sul contrasto tra figure marmoree scolpite e4 giardini notturni incantevoli. Uno spettacolo da ricordare e, magari periodicamente da riproporre.

GIORGIO GERVASONI ( Il Nostro Tempo, 25/4/2004 )

 

…….. Si prova disagio ad ammetterlo, tuttavia si deve dirlo; è forse la prima volta che di un’opera ricordavamo lo spettacolo e non la musica e la sua esecuzione. Della Beatrice scaligera del 1993 sono ancora le tinte cupe e bluastre, le dissolvenze incrociate i vaghe, i costumi bellissimi di un Pier’Alli al massimo dell’ispirazione ad esserci rimasti impressi …..

MARIELLA BUSNELLI ( Sipario, Luglio-Agosto 2004 )

 

…… Questa riproposta  di “Beatrice di Tenda” di Bellini (la prima fu nel 1993) è opportuna per più ragioni. Interne alla Scala: trattasi di un elegantissimo allestimento di Pier’Alli, il quale, è come al solito autore di regia, bozzetti e figurini e che nella sua natura triadica è tra i primi al mondo. Purtroppo manca dalla Scala dopo una splendida e lontana Sonnambula …… Le masse vengono disposte da Pier’Alli  astrattamente e secondo compostezza esemplare: l’orribile tribunale del II Atto, nel suo accostamento di porpora e “mauve” per l’intera larghezza del palcoscenico, diviene pura bellezza figurativa. In quanto architetto scenico l’artista si esprime secondo una severità tardo- gotica, la severità delle colonne di porpora bleu, da non confondersi con la porpora rossa, è addirittura pre-dorica. Il segreto figurativo di questa “Beatrice” è nella combinazione dell’argento e della porpora bleu: la più bella bicromia che esista ……

PAOLO ISOTTA ( Corriere della Sera, 24/03/2004 )

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