I PURITANI di Vincenzo Bellini

I PURITANI di Vincenzo Bellini

I PURITANI di Vincenzo Bellini

Teatro Massimo ( Palermo, 2008 ).

Regia, Scene e Costumi di Pier’Alli.

Direttore: Friedrich Haider.

Coproduzione con il Comunale di Bologna ( 2009 ) ed il Lirico di Cagliari ( 2010 ). Tournée in Giappone nel 2011  (Direttore: Michele Mariotti ) dove occupa il 2° posto nella lista dei migliori spettacoli stranieri dell’anno.

Foto: Federico Buscarino

Video  – I PURITANI di Vincenzo Bellini  – Backstage

ESTRATTI DA CRITICHE

……. Il segno di un’astrazione nell’ideazione scenica di Pier’Alli era già nel profilo iniziale di una fortezza sospesa in un clima indeterminato. E sullo sfondo immagini di altre costruzioni, come grattacieli, ma indefinite, la cupezza di uno spazio molto scuro, lo sfondo sghembo per la pazzia di Elvira, l’ostinata presenza di enormi spade coniugavano la concretezza del riferimento ad una raffinata stilizzazione. Registicamente Pier’Alli, che assimilava nei bei costumi la cifra di una collocazione storica senza obbliganti particolari, è riuscito a dare spessore d’insieme senza pesantezza, in compatta omogeneità, ai gruppi corali frequenti ed efficaci in scena …

SARA PATERA ( Il Giornale di Sicilia, 23/9/2008 )

 

……. I’essenzialità con cui Pier’Alli delinea il contesto della vicenda storica amorosa punta su elementi simbolici, le grandi spade in particolare alte come antiche colonne. e sull’antitesi del  bianco e del nero, intenso quest’ultimo, di una cupezza che ha riscontro nel grigio scuro dei costumi. Lo squilibrio delle immagini sullo sfondo per la pazzia di Elvira sembra indicare  una perdita del centro emotivo della donna a cui le figure velate con lume, sembrano aggiungere il senso di una proiezione visiva della protagonista, con il risultato di attingere ad una intensa icasticicità drammatica. Efficace è anche la capacità registica  di Pier’Alli di sottrarre evidenza scenica alla corposa presenza corale, fusa spesso con la densa penombra in cui è immersa ……

( L’Opera, Novembre 2008 )

 

 

Colori freddi, quasi lividi, alternati a sprazzi di luce ed un rigore geometrico estremo giocato sulle simmetrie, il fascino del doppio, l’essenzialità.  Quella che Pier’Alli porta da sempre in scena  e questa volta mette al servizio dell’ultimo capolavoro di Bellini ……….. Messa in scena dunque, rigorosa, speculare, ma anche  piena di emozioni. Quelle che vengono da Bellini e che la regia rarefatta di Pier’Alli esalta anziché frenare. Del resto non c’è nulla di superfluo in questo spettacolo totalmente al servizio della musica, così impervia, così commovente e  coinvolgente. Nulla che non abbia un significato preciso: come la scena della pazzia del secondo atto, quando le simmetrie architettoniche care a Pier’Alli, i suoi rassicuranti angoli retti, lasciano spazio a linee sghembe, stravolte, come stravolta e sghemba è la mente di Elvira, convinta che Arturo l’abbia tradita.  Sarà un cielo pieno di luce, alla fine a spazzare i toni cupi e regalare il lieto fine a questa vicenda così complessa, dalla trama forse un pò pasticciata …..

MARIA PAOLA MASALA (  L’Unione sarda, 01/06/2010 )

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