TRISTAN UND ISOLDE di Richard Wagner

TRISTAN UND ISOLDE di Richard Wagner

TRISTAN UND ISOLDE di Richard Wagner

Teatro dell’Opera ( Roma 2006 ).

Regia, Scena, Costumi e Video di Pier’Alli.

Direttore: Gianluigi Gelmetti.

Realizzazione Video: Ideogamma

Foto: Federico Buscarino

ESTRATTI DA CRITICHE

…… Evitando riletture o innovazioni il regista e scenografo Pier’Alli ha creato un contrappunto alla musica fatto di visioni e immagini ottenute con effetti di luce e proiezioni che animavano in modo molto  suggestivo una messinscena stilizzata e spoglia. Nel momento di estasi contemplativa del duetto d’amore, un paesaggio notturno come di cristalli di ghiaccio avvolge i due amanti come per proteggerli. Nel terzo atto quando l’eroe maledice il filtro d’amore l’astro in cielo si disintegra, quasi un’esplosione galattica ……

ALFREDO GASPONI ( Il Messaggero, 17/11/2006 )

 

…….. Questo mio articolo è dedicato ad una delle più belle ed importanti edizioni che del Tristano ed Isolde si siano avute negli ultimi decenni ……….. vorrei che tutti gli amici della musica, non solo italiani, ma soprattutto tedeschi, presso i quali si produce il peggior Wagner del mondo, venissero ad imparare dall’opera interpretativa del maestro Gianluigi Gelmetti e di Pier’Alli ….. Mercé l’uso di proiezioni e luci Pier’Alli dona prospettive vertiginose, avvolge gli amanti in arditissime tende simboleggianti la Notte, la quale diviene poi un velario mauve-bleu puntilistico degno di trasformarsi in quadro a sé in qualità di omaggio a Paul Klee: e tutto il suo spettacolo è pervaso da respiro musicale così intenso da togliere il fiato a noi …..

PAOLO ISOTTA ( Corriere della Sera, 19/11/2006 )

 

…….. Come dare veste teatrale a quel flusso musicale di sterminate lentezze e ampiezze è cosa tutt’altro che facile! C’è riuscito Pier’Alli con soluzioni originali in cui immagini reali, caratterizzate da linee curve con grande valenza simbolica e immagini virtuali, ottenute mediante proiezioni elaborate al computer, si integrano in una prospettiva dal basso verso l’alto a voler rappresentare il cosmo contrassegnato dall’immanenza del destino. Tali immagini, assai belle, suggeriscono un itinerario spirituale che attraverso la passione amorosa ed erotica cerca un assoluto nella notte e nella morte che si raggiunge nell’ultimo atto in cui lo spettatore, quasi in stato ipnotico, assiste al collasso di ogni traccia vitale con l’esaurimento della luce a significare la fine dell’universo …..

MICHELE BOLLETTIERI ( La Gazzetta del Mezzogiorno, 21/11/2006 )

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