ERNANI di Giuseppe Verdi

ERNANI di Giuseppe Verdi

ERNANI di Giuseppe Verdi

Teatro Regio ( Parma, 2005 )

Regia, Scene e Costumi di Pier’Alli.

Direttore: Antonello Allemandi.

Foto: Federico Buscarino

ESTRATTI DA CRITICHE

…. Mi è venuta una sorta di vertigine mentre tornavo dal bellissimo “Ernani” che apre il Festival del Regio di Parma. Vertigine della memoria. Da quanti anni non si dava alla Scala quest’Opera? ….. Da quanti anni manca alla Scala Pier’Alli, oggi il nostro più grande regista, scenografo, costumista? La Scala ha sempre avuto debolezza nell’ideazione artistica …… Si comprende che tale spettacolo è un omaggio alle sublimi convenzioni del Melodramma. Pier’Alli dichiara: “se nella prosa si può prospettare, attraverso la psicologia, un certo realismo, dal realismo nell’opera bisogna fuggire …… Secondo Pier’Alli l”Ernani” è sovrastato dall’idea della morte. Ciò è asseverato dal brevissimo Preludio iniziale, contesto di quelle figure trocaiche le quali mostrano l’arcaicità pre-cristiana onde è segnata l’idea della morte in Verdi. L’Opera si inquadra in un ideale sepolcro: il palcoscenico è un solido nascente da un trapezio isoscele poggiante sulla base minore. I toni sono bruniti e cretosi, l’oreficeria più che rinascimentale appare di un tardo-gotico borgognone, coniugato con elementi liberty. Quale eleganza, quale verità!

PAOLO ISOTTA ( Corriere della Sera, 8/5/2005 )

 

(L’approfondimento del critico) ….. Pier’Alli ha guidato la sua visione nel senso di tradurre anche visivamente quelli che sono i parametri stilistici che regolano il passo musicale e drammaturgico, vale a dire quella stringatezza di forme che nulla o poco concede all’occasionale e al tempo stesso cercando di rendere visibile la devastazione del dramma, con la sua fatalità, da cui quello scorcio sibillino in apertura, con il castello di Silva profilato in una specie di assurdo grandangolo, quindi l’incombenza sinistra delle pareti degli interni, inevitabile ascendenza espressionista e ancora il tutto nero della scena dei “sepolcrali marmi” ……. Quel che va rimarcato in questo allestimento, non meno che nella condotta registica ….. è l’intendimento di registrare il senso nuovo insito nel linguaggio di questo Verdi, il senso del “far breve”, che vuol dire arrivare subito al nodo della questione, senza troppe dispersioni …..

GIAN PAOLO MINARDI ( Gazzetta di Parma, 5/5/2005 )

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