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TO BE OR NOT TO BE

Pier’Alli e l’insegnamento

Essere attori veri o illudersi di esserlo. La grande scelta, se immolarsi al sacrificio della perfezione o pascolare ai bordi di un’arida brughiera dove nascono solo sporadici germogli. La perla del Teatro, non ammette mediazioni, la bellezza non si lascia sedurre dalla mera vanità del palcoscenico, le tentazioni sono infinite, ma l’arte passa dalla cruna di un ago e la selezione è implacabile. Solo uno strenuo lavoro è la chiave che permette all’adepto di entrare e di crescere con l’apprendimento.

ESSERE O NON ESSERE.  Assumo questo monologo sublime come modello di un teatro dell’ascesi, una soglia che si apre su un vuoto senza limiti, Solo volando alto l’attore sopravvive alla vertigine che prova leggendolo. In queste frasi dense del mistero esistenziale si spalanca la vita del mondo e pronunciarle è la sfida affascinante a cui si agogna almeno una volta nella vita, poiché tutto il senso segreto della parola ed il suo respiro e la sua musica, sono lì e ti attendono al varco: Se consacrarti all’arte o lasciarti pascolare dove spuntano solo povere illusioni.

AMMIRO profondamente questo impulso ad agire sulla scena per specchiare la natura umana in tutti i suoi aspetti e narrare idee e valori di cui la società deve nutrirsi, ma sono anche fermamente convinto che è una grande sfida: Il risultato è frutto di un lavoro sfibrante, di un tenace esercizio per scavare dentro sé stessi e mettere a fuoco gli strumenti del proprio corpo, per plasmare quest’ultimo nella totalità indivisibile del Pensiero, della Voce e del Gesto. Il Pensiero innanzi tutto, come intelligenza ed Ispirazione. Ma in questo territorio molti sono gli spacciatori di elisir del successo, i venditori di fumo nelle cui trame molti giovani cadono perché vulnerabili all’ambizione ed al facile apprendimento. Essere attori significa erigere dentro di sé una costruzione che resiste e si sviluppa solo su solide fondamenta, in una gradualità di percorso che sedimenta solo a patto che si acuisca la sensibilità alla percezione del mondo esterno e del proprio Sé, fisco-mentale, a catturare quella galassia di sensazioni che la vita sciorina ogni giorno ed a riprodurle.

IN CHE MODO?

Appunto, con la tecnica del tuo corpo totale, affinata giorno per giorno, con ammirevole dedizione.

Affascinante, no? E terrorizzante insieme!

Offrire sé stessi.

MA IO CHI SONO, per rivolgermi a voi con la sicumera del Maestro?

Posseggo la chiave del vostro domani? Conosco la formula perfetta per fare di voi attori di successo?

Sicuramente non diffondo false illusioni, bensì apro la via alla consapevolezza dei mezzi con cui la vostra immaginazione può esprimersi e plasmare come creta la materia sottile con cui sono fatti i vostri sogni e vederli vivere nitidi sulla scena.

Poiché l’Attore riveste questi sogni di carne viva, e deve irrorarli con la linfa dei sentimenti più genuini.

Vi insegno che parlare è come cantare, perché, pur non usando le note del pentagramma, dovete avere il controllo dei suoni, dei colori, dei ritmi delle vostre emozioni e fissarli in un disegno mentale. Vi insegno che muoversi sulla scena è come danzare, cioè articolare, in un modo pienamente cosciente del loro valore espressivo, i gesti che rispecchiano i sensi della parola, traducendoli in un linguaggio formale e simbolico. Più il quadro in cui vi muovete e parlate è cosciente e rigoroso, più è dominato dal pensiero e dall’ispirazione, più il messaggio va perfettamente a fuoco e irretisce lo spettatore nella sua magia.

Ma vi avverto: Tutto è scritto e nulla è scritto!

Nulla è codificato una volta per tutte! Poiché vive della vita effimera e mutevole delle percezioni che rinnovate ogni volta sulla scena, giorno per giorno, variandole come su pentagramma virtuale che vi disciplina, preservandovi dal rischio del caos. Il Paradosso dell’Attore di Diderot insegna questa fertile contraddizione, propria delle interpretazioni autentiche.

Questa mia visione eterodossa del linguaggio scenico, che non ha mai percorso i sentieri consueti, è frutto del mio background teatrale, nel quale, per libera scelta, sono stato ubiquo tra teatro drammatico e teatro musicale. Sono stato ben lontano dal credere alla convenzione di uno spartiacque tra i due mondi, quello creatosi da una tradizione aristotelica dei generi, tanto antica quanto arida, sono convinto invece che ognuno dei due può arricchire e nobilitare l’altro e creare il grande teatro e l’attore poliedrico. Per fare tutto ciò, non mi stanco di ripetere, bisogna portare ad un livello alto di perfezionamento gli strumenti che possono esprimerlo, cioè il Corpo e la Voce oltre il nutrimento della Cultura letteraria e figurativa nel senso più esteso del termine.

PER CONOSCERMI MEGLIO vi invito a visitare il mio sito: www.pieralli.it ( Il Teatro di Pier’Alli ), dove vi sono biografia, immagini e critiche di spettacoli oltre ad ampi saggi sul mio lavoro. Avviso che la documentazione è parziale poiché si limita alle produzioni dal 90 in poi, dove mi sono dedicato soprattutto al teatro musicale tra cui l’opera classica e quella contemporanea. E’ di questo periodo solo Il Principe Costante di Calderòn de la Barca, spettacolo che fu anche un compendio del mio teatro e che trovò una sintesi nel giudizio generoso di Franco Cordelli sul Corriere della Sera: …….Pier’Alli torna al teatro dopo anni dedicati all’opera lirica. Con un colpo solo ridimensiona tutto l’estetismo intellettuale di Ronconi. Ma la prima pietra di paragone è Grotowski. Se “Il Principe Costante” nel 1965 fu una delle tappe del teatro moderno ( nella fattispecie del Teatro povero ) nel 2002, con lo stesso testo, Pier’Alli crea è un punto fermo nello sviluppo di un estetica post-moderna del sublime……Fecero eco altre critiche dove il consenso fu comunque unanime. Per il periodo precedente al 1990 invito a visionare il libro “PIER’ALLI, Il Paesaggio della Musica” ( di M.Buscarino ed. Leonardo Arte ) ed i saggi di Franco Quadri e Giuseppe Bartolucci sulle Avanguardie Teatrali.

Tipologia di Lezioni

Lezioni individuali o a gruppi di tre presso il mio studio.

Stage di un certo numero di giorni, presso la vostra sede.

FASI DELL’INSEGNAMENTO

AUDIZIONE – Presentazione di un pezzo recitativo ed un pezzo gestuale come test del livello di preparazione per individuare pregi e carenze della tecnica interpretativa.

FASE DEI PROCESSI DI BASE – Respirazione come supporto all’emissione sonora – Perfezionamento della Dizione – Il centro focale dell’emissione sonora – Coscienza del corpo e delle sue parti, corretta postura e portamento – Coscienza dello Spazio psico- fisico che circonda l’attore – Centro pilota dell’espressione corporea – La Gestualità e la sua proiezione nello Spazio psico-fisico della scena.

FASE DEL LINGUAGGIO PREVERBALE – Respiro come linguaggio delle emozioni primarie – Scrittura aleatoria mediante il respiro – Respiro, suono preverbale e linguaggio prerazionale – Patologia linguistica o impotenza comunicativa.

FASE DELL’ANALISI VERBALE – Valore fonetico e semantico della Parola – Analisi della Parola come cellula compositiva di un testo – La Parola corrente modulata nei vari contesti del linguaggio e la sua mutazione di senso – Analisi di una struttura verbale complessa: frase o discorso – Punteggiatura, ritmo, pause, metrica, musicalità, pesi e contrappesi della forma, prospettiva del Discorso.

FASE LUDICA E STRAVOLGIMENTO DEL SENSO – Destrutturazione della logica del testo e liberazione dai vincoli di senso e di sintassi – Trasformazione del testo in pura materia sonora – Interpretazione come gioco preverbale e prerazionale – Il linguaggio della pura emozione.

FASE DEL PERSONAGGIO – Analisi del personaggio ed inquadramento del testo teatrale e del suo autore – Analisi di un testo poetico e del suo autore – Rielaborazione drammaturgica ed estraniamento del testo – Il testo trasformato in partitura: anno-tazione tramite simboli grafici delle dinamiche vocali e gestuali dell’interpretazione – Dialogo della parola con la musica strumentale – L’attore poliedrico come sintesi.

Per Informazioni : info@pieralli.it

 

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